martedì 11 gennaio 2011

La beffa del bonus fiscale 2007. Il fisco chiede i soldi (con le more ed interessi legali) indietro

Alla vigilia del Natale 2007 il governo aveva dato 150 euro ai contribuenti a basso reddito attraverso l’Inps o altri sostituti d’imposta senza che nessun pensionato avanzasse richiesta – ed oggi a distanza di oltre tre anni l’Agenzia delle entrate ha deciso di riprenderseli indietro, con l’aggiunta della mora ed interessi legali, in quanto molti di questi contribuenti a basso reddito sono risultati fiscalmente a cari..
Si trattava di un contributo decretato dal Ministro delle finanze on. Visco in favore delle fasce più deboli volto al recupero dell’inflazione –  senza che nessun pensionato avanzasse una richiesta.
Ad oggi sono stati almeno una trentina i consumatori che si sono lamentati , definendo questo accertamento del fisco un’ingiustizia – in quanto il pugno di euro spedito a famiglie comunque a basso reddito, nessuno l’aveva chiesto, ed ora sono costrette oltre a restituire la somma, pagare gli interessi legali e la pena pecuniaria pari al 30% di quanto non riconosciuto fiscalmente.

lunedì 10 gennaio 2011

Nel Veneto leghista più tasse e meno sanità

La maggioranza guidata dal leghista Luca Zaia, è orientata a ripristinare, già dal prossimo aprile, l’ addizionale irpef eliminata da Galan per la necessità di far quadrare i conti nella sanità – quando la Lega Nord, per almeno un decennio, ha avuto la titolarità della sanità. Si tratta di un'aliquota dello 0,9% (il livello più alto possibile) che colpirà tutte le classi di reddito (200 euro per chi ha un imponibile fino a 30 mila euro).
Con questo provvedimento si schiacciano le famiglie più deboli –  Dopo i rincari dei trasporti, delle bollette, dell’Rc auto, dei servizi bancari e dei carburanti arriva una batosta che metterà in ginocchio chi non ha già più soldi da spendere. E per fortuna che Zaia, durante la sua campagna elettorale, aveva promesso un deciso miglioramento per il Veneto, che anzi avrebbe avuto la fortuna di essere una delle regioni apripista in tema federalista. Ma il Federalismo, non dovrebbe abbassare le tasse? La Lega sta smentendo se stessa – per anni ci ha raccontato che il suo pseudo federalismo avrebbe portato più risorse alle regioni virtuose come il Veneto, togliendole a Roma “ladrona”, oggi si verifica l’esatto opposto: il sistema Veneto (regione, province e comuni) perderà oltre 1 miliardo di euro nei prossimi due anni per cui la Lega ci sta convincendo ad aumentare l’imposizione fiscale per garantire la permanenza dei servizi.

domenica 9 gennaio 2011

Referendum: consulta - ammissibile quattro quesiti su sei

Pubblichiamo la nota integrale della Corte Costituzionale sulle ''Decisioni in tema di ammissibilità dei quesiti referendari''. La Corte costituzionale ha deliberato nel modo seguente in ordine all'ammissibilità delle seguenti richieste di referendum abrogativo –  l'effettivo svolgimento della consultazione dipenderà però dal verdetto di domani della stessa Corte sulla legittimità dello 'scudo'

n. 149 Reg.Ref. (richiesta di referendum n.1) ''Modalita' di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione'': ammissibile;

n. 150 Reg.Ref. (richiesta di referendum n. 2) ''Servizio idrico integrato. Forme di gestione e procedure di affidamento in materia di risorse idriche. Abrogazione'': inammissibile;

n. 151 Reg.Ref. (richiesta di referendum n. 3) ''Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma'': ammissibile;

n. 152 Reg.Ref. (richiesta di referendum n. 4) ''Norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico. Abrogazione parziale'': inammissibile;

n. 153 Reg.Ref. (richiesta di referendum n. 5) ''Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme'': ammissibile;

n. 154 Reg.Ref. (richiesta di referendum n. 6) ''Abrogazione della Legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale'': ammissibile. ''Le sentenze – conclude la nota della Consulta – saranno depositate entro i termini previsti dalla legge''.

mercoledì 15 dicembre 2010

Dal primo gennaio 2010 aumenta di 37 euro la bolletta del gas.

Dal primo gennaio 2010 aumenta di 37 euro la bolletta del gas, cala di 7 euro quella elettrica
A partire dal primo gennaio 2011 il prezzo dell’elettricità si fa più lieve – con le tariffe che scenderanno dello 0,2%. Lo ha stabilito l’Autorità per l’energia, spiegando che “le diminuzioni sarebbero state maggiori senza il crescente impatto dei sussidi alle fonti rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico e i certificati verdi, interamente a carico della bolletta elettrica”.
Ma a questo lieve calo, si contrappone un più consistente aumento delle tariffe del gas – che registreranno nello stesso periodo un aumento dell’1,3%.
Secondo quanto si legge in un comunicato dell’Authority, “su entrambi i settori incide il forte aumento delle quotazioni petrolifere (+32,4% negli ultimi 12 mesi), ma l’asimmetria tra le variazioni di elettricità e gas è legata soprattutto alle permanenti differenze tra i due mercati in termini di efficienza e concorrenza: in progresso per l’elettrico, ancora insoddisfacenti per il gas”.
Facendo due conti, con le nuove tariffe di luce e gas – una famiglia tipo con consumi medi di 2.700 kilowattora l’anno e di 1.400 metri cubi) potrà risparmiare per l’intero 2011 circa 7 euro per l’elettricità, mentre dovrà spendere 37 euro in più per il gas.
“Per la bolletta elettrica – ha commentato il presidente dell’Authority, Alessandro Ortis – la benefica pressione della concorrenza sui prezzi all’ingrosso riesce ancora a contrastare gli aumenti dei prezzi petroliferi e degli oneri per il sostegno delle fonti rinnovabili. Per il gas invece, continuano a pesare problemi che da tempo evidenziamo: la scarsa concorrenza e i ritardi nello sviluppo infrastrutturale (rigassificatori e stoccaggi, ad esempio) che non permettono ancora, a famiglie ed imprese, di beneficiare adeguatamente della pur abbondante offerta gas internazionale spot, a prezzi convenienti”.
Limiti che si trasformano in stangate, quando le bollette mettono in crisi il bilancio familiare – così come è capitato a migliaia di italiani che, in condizioni di particolare disagio economico o con un nucleo famigliare numeroso, hanno richiesto il bonus a sostegno dei consumatori. Si tratta dello sconto che – introdotto nel 2009 dal ministero dello Sviluppo economico – permette di limare un poco le bollette di luce e gas per le famiglie con un reddito modesto.
Va ricordato che il bonus della luce (che prevede una riduzione media del 20% sulla bolletta, al netto delle imposte) e quello del gas (il taglio medio è del 15%) sono cumulabili e permettono di ottenere una riduzione complessiva annua delle bollette tra 85 e 388 euro. L’esatto valore è determinato dalla numerosità del nucleo famigliare, dal dove e dal come viene consumato il gas.
I bonus possono essere richiesti e rinnovati annualmente dalle famiglie in disagio economico (Isee inferiore a 7.500 euro) o numerose (con oltre tre figli a carico ed Isee inferiore a 20.000 euro) e da ammalati che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita.