sabato 6 dicembre 2014

Reddito di Cittadinanza.

In europa quando spunta qualche tassa questa bisogna estenderla a tutti i membri invece quando c'è qualche sgravio oppure qualche beneficio un paese può decidere arbitrariamente, siamo rimasti fra gli ultimi che non hanno un reddito di cittadinanza. In diversi paesi europei esistono già da diversi anni varie forme di reddito di base che si accompagnano ad altri interventi di sostegno al reddito;

- in Belgio, viene elargito il Minimax, una rendita mensile di 650€, rilasciata a titolo individuale, a cui può avere accesso chiunque;

- in Lussemburgo, abbiamo il Revenu Minimum Guaranti, un reddito individuale che si aggira intorno ai 1100€ e che si ottiene fino al raggiungimento di una migliore condizione economica;

- in Olanda, esiste che si accompagna a tutta una serie di sostegni per affitti, trasporti e accesso alla cultura. Esiste inoltre un'altra forma di reddito minimo di 500€, il Wik, garantito agli artisti per poter permettere loro di creare in libertà senza troppi oneri economici;

- in Austria, c'è il Sozialhilfe (letteralmente “aiuto sociale”) affiancato a diverse coperture delle utenze quali elettricità, gas e affitto ed altri aiuti economici per il cibo;

- in Norvegia, viene chiamato “reddito di esistenza” si tratta di un versamento mensile di 500€, che si integra a coperture dell'affitto e dell'elettricità;

- in Germania, esiste l'Arbeitslosengeld II, rilasciato a tutti coloro, di età compresa tra i 16 e i 65 anni, che non hanno un lavoro o appartengono a fasce di basso reddito. Si tratta di una rendita mensile di 345€;

- in Gran Bretagna, L'Income Based Jobseeker's Allowance è una rendita individuale illimitata nel tempo, che varia dai 300 ai 500€, viene garantito l'affitto e assegni familiare a chi a più figli, inoltre hanno sussidi per studiare .

- in Francia, il sussidio è di 425 euro se si è single e 638,10€ per la coppia. Se si ha un figlio danno 893 euro + 170 in più per ogni figlio.+ sussidi per affitto , utenze e studi.

- IN ITALIA, SUSSIDIO SOLO A POLITICI A VITA.

domenica 17 aprile 2011

La Francia blocca i trattamenti anti-grasso ad ultrasuoni,laser, infrarossi perché ritenuti dannosi.

Mentre nei centri estetici italiani, in vista dell’estate, si prenotano i trattamenti di dimagrimento localizzato – la Francia ha deciso una stretta sui cosiddetti rimedi anti-grasso, attraverso un decreto che blocca ""mesoterapia, ultrasuoni, laser, infrarossi e radiofrequenza" in quanto rappresentano "un pericolo grave per la salute umana" o quantomeno sono sospettati di esserlo.
La decisione è stata presa in seguito a un avviso della Haute autoritè de santè (Has) sulle troppe segnalazioni dei pazienti che, dopo il trattamento, si erano rivolti al ministero della Salute francese.
La Has ha evidenziato "complicazioni gravi" su 23 pazienti che dopo essersi sottoposti a iniezioni di soluzioni ipo-osmolari avevano riportato necrosi cutanee, ematomi, lesioni sub-cutanee, ulcerazioni, trombosi. Addirittura, secondo le autorità sanitarie, per altri dieci pazienti si sono resi necessari interventi chirurgici per risolvere i problemi causati. Il giudizio del ministero non lascia scampo: "Le tecniche di lisi adipocitaria non invasive (e invasive) presentano rischi di danni gravi per la salute umana".
Si tratta di una decisione, quella francese che ha fatto scalpore anche in Italia dove la cosiddetta cavitazione, il laser e mesoterapia promettono risultati senza danni.
Il giro di vite della Francia dovrebbe farci riflettere – se pensiamo che ogni anno, in Italia, vengono effettuati circa 100mila trattamenti di lipolisi, come quelli vietati in Francia, per l'eliminazione del grasso localizzato.

domenica 3 aprile 2011

Antitrust: multe alle aziende per oltre 111 milioni di euro

Oltre 111 milioni di euro in sanzioni, tra intese, pratiche commerciali scorrette e abusi di posizione dominante. Anche nel 2010, secondo quanto si legge nella relazione annuale dell'Antitrust, trasmessa il 30 marzo a Palazzo Chigi, l'Autorità ha utilizzato a pieno le sue prerogative. Nell'anno scorso, inapplicazione della normativa a tutela della concorrenza, sono state valutate 502 operazioni di concentrazione, 11 intese, 13 possibili abusi di posizione dominante. I procedimenti per pratiche commerciali scorrette sono stati invece 272.
Concentrazioni.  i casi esaminati sono stati 502. In 478 casi l'Autorità non ha riscontrato una violazione di legge, 23 casi si sono conclusi per non applicabilità della legge e in un caso l'Autorità ha condotto un'istruttoria subordinando la decisione di autorizzazione dell'operazione alla modifica da parte delle imprese delle misure correttive precedentemente imposte.
Intese. Nel 2010 sono stati portati a termine undici procedimenti istruttori in materia di intese. In cinque casi esaminati, il procedimento si è concluso con l'accertamento della violazione del divieto di intese restrittive della concorrenza. In considerazione della gravità delle infrazioni commesse, sono state comminate alle imprese sanzioni per un ammontare complessivo pari a oltre 111 milioni di euro.
E per l'Antitrust restano Poste, ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali, i settori in cui è più carente la concorrenza.
L'Autorità per la concorrenza ribadisce le criticità evidenziate già nel febbraio 2010 in occasione della segnalazione inviata agli organi titolari dell'indirizzo politico in vista della presentazione del primo disegno di legge annuale per la concorrenza e il mercato.
L'Autorità guidata da Antonio Catricalà evidenzia come "permangono rilevanti criticità del quadro normativo che rallentano lo sviluppo della concorrenza nei vari mercati". Solo in pochi casi, infatti, il legislatore è intervenuto, recependo i suggerimenti tecnici dell'Autorità.
Poste, ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali, restano, pertanto, "i settori sui quali è prioritario intervenire per introdurre assetti di mercato realmente competitivi che possano agevolare la ripresa della crescita economica". Sono, peraltro, comparti accomunati dalla "urgente necessità di attribuire i compiti di regolazione ad organismi tecnicamente qualificati, autorevoli e indipendenti che, sulla falsariga di quanto accaduto nei grandi servizi pubblici a rete, possano sostenere il processo di apertura dei mercati".
Resta poi "insoddisfacente", sul piano della concorrenza, la governance di banche e assicurazioni. Gli assetti di governance delle banche e delle assicurazioni, si legge nel documento, "presentano una conformazione insoddisfacente sotto il profilo concorrenziale: l'intensità degli intrecci azionari e personali tra imprese concorrenti costituisce una peculiarità nazionale che frena le spinte concorrenziali, riduce la contendibilità del controllo e attenua il rapporto tra capitale di rischio investito e responsabilità".
Sono, inoltre, "ancora troppo frequenti le ipotesi di controllo di fatto, dissimulato da partecipazioni di minoranza. E ciò consente gestioni imprenditoriali per le quali risulta indebolita la disciplina del mercato".
Sempre avendo riguardo ai profili di governance, prosegue l'analisi dell'Antitrust, "la figura ambigua dell'amministratore indipendente, la scarsa trasparenza nell'operato di alcuni centrali azionisti quali le Fondazioni, il mancato adeguamento della normativa sulle banche cooperative (in specie delle banche popolari quotate) la cui operatività concreta è oramai largamente assimilabile alle S.p.a sono gli altri elementi che concorrono ad ostacolare l'instaurarsi di una reale concorrenza nell'offerta dei servizi a beneficio di imprese e consumatori".
L'analisi degli sviluppi del quadro regolatorio a oltre due anni e mezzo dall'inizio della legislatura, secondo l'Antitrust, "evidenzia che il processo di apertura dei mercati è rimasto largamente incompiuto". A pesare anche le conseguenze della crisi. "E' cresciuta la domanda di protezione e solo timidi passi sono stati compiuti in direzione di un sistema meno ingessato e più favorevole al libero confronto nel mercato. L'attività del Parlamento è stata caratterizzata dalla centralità di alcune tematiche (in primis la crisi) cui è corrisposto un sostanziale stallo dei processi di liberalizzazione".
Le liberalizzazioni, infatti, "non sono soltanto scivolate via dalle priorità dell'agenda politica". Guardando ai contenuti dell'attività legislativa, "emerge un quadro di luci ed ombre in cui, accanto alla esiguità degli interventi varati, l'orientamento degli organi titolari dell'indirizzo politico si è connotato, sul piano qualitativo, per una sostanziale ambivalenza di fondo".
Emblematiche, in tal senso, sono state l'attuazione "tiepida" data nell'ordinamento nazionale alla cosiddetta. direttiva Servizi "a fronte delle incisive potenzialità liberalizzatici dell'atto comunitario"; "l'ispirazione protezionistica" delle nuove norme sull'Opa; alcune riforme in discussione in Parlamento, "volte a restaurare antichi privilegi in capo agli avvocati e a restringere l'attività delle para-farmacie"; "il freno alla liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale" con il rinvio delle gare e il prolungamento dei contratti di servizio con l'operatore storico; le nuove restrizioni in materia di autotrasporto, autoscuole, noleggio con conducente.

lunedì 21 febbraio 2011

C'è supposta per noi.

‎1) Introdotta tassa di 30 euro più marca da bollo di 8 per ogni ricorso al giudice di pace.
2) Eliminata la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali;
3) Eliminata la detrazione del 19% per le spese di a...ggiornamento degli insegnanti.
4) Cancellato il credito d' imposta, introdotto da Prodi, del 10% alle imprese che fanno ricerca ed
innovazione.
5) Niente restituzione fiscal drag a lavoratori e imprese.
6) Introduzione della cosiddetta tassa sulla tecnologia (lettori multimediali , telef. cellulari, computer). Costerà circa 100 euro a famiglia.

7) Aumento tariffe dell' acqua (grazie alla privatizzazione fatta da Tremonti, art. 23 bis decreto legge 133/2008)
8) Aumento delle tariffe postali
9) Aumento pedaggi austostrade Anas
10) Aumento di 3 euro sui biglietti aerei per chi parte da Roma e Milano, per qualsiasi destinazione e su qualunque compagnia, low cost incluse.
11) Aumento biglietti dei treni, sia regionali che a lunga percorrenza.
12) Raddoppio dell' IVA sugli abbonamenti alle pay tv

13) Tabacchi: aumentano sigarette low cost e "fai da te"
14) Aumento canone Rai
15) Confermata l' applicazione dell' Iva sulla tassa rifiuti, nonostante sentenza contraria Corte Cosituzionale.
16) Stretta fiscale sulle compagnie assicurative (che sicuramente si rifaranno sugli assicurati)
17) Imposta di scopo (i comuni possono istituire nuovi tributi, ad es. tassa di soggiorno per i turisti) per favorire investimenti nel territorio comunale.
18) Concessa alle regioni la possibilità di aumentare fino al 3% l' addizionale Irpef.
19) Istituzione pedaggio sui raccordi autostradali (ad es. Firenze-Siena, Roma-Fiumicino, Salerno-Avellino, tangenziale Bologna)

20) Aumento aliquota contributiva, dal 25 al 26%, per iscritti a gestione separata INPS (professionisti senza previdenza di categoria, venditori a domicilio e lavoratori autonomi occasionali)
21) Aumenta al 10% (dal 7-8) l' "aggio" per la riscossione dei tributi concesso alla Riscossione spa. La nuova norma implica un aggravio per il contribuente pari al 2.5% circa in caso di pagamento dopo il sessantesimo giorno.
->Il governo Berlusconi non solo ha aumentato le aliquote di tasse e imposte già esistenti, creandone anche delle nuove, come quella sui ricorsi al giudice di pace, ma non ha cancellato manco una delle supposte "67 nuove tasse di Prodi". Tanto sbandierate dalla destra nella passata legislatura, sono ancora tutte li.