L’Istat comunica che a dicembre il tasso di disoccupazione il Italia é salito all'8,5% dall'8,3% di novembre precisando che si tratta del peggior dato da gennaio 2004.
I senza lavoro in sono diventati cosi 2.138.000, 57mila in più rispetto a novembre e 392mila in più rispetto a dicembre 2008.
La disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) ha raggiunto a dicembre 2009 il 26,2% con un aumento di tre punti rispetto allo stesso mese del 2008. Dall’analisi risulta che le donne appaiono un po’ meno penalizzate dalla crisi.
Tra i Paesi Ue, il tasso di disoccupazione più basso è stato quello registrato in Olanda (4,0%) e in Austria (5,4%), mentre quello più alto è in Lettonia (22,8%) e in Spagna (19,5%). Su base annua tutti i Paesi Ue hanno visto un aumento della disoccupazione. Il tasso di crescita più basso è stato osservato in Germania (dal 7,1% al 7,5%), mentre il più consistente è stato quello della Lettonia (dall'11,3% al 22,8%). In dicembre, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il tasso di disoccupazione maschile è aumentato dal 7,8% al 10% nella zona dell'euro e dal 7,5% al 9,8% nell'Ue, mentre quello femminile è cresciuto dall'8,7% al 10,1% nella zona euro e dal 7,9% al 9,3% nell'Unione europea. Quanto ai giovani con meno di 25 anni, la disoccupazione in dicembre era pari al 21% nella zona dell'euro e al 21,4% nell'Unione europea. Era stata invece rispettivamente del 17% e del 16,9% un anno fa. Il tasso più basso è stato rilevato in Olanda (7,6%) e quello più alto in Spagna (44,5%). In questo caso l'Italia è sopra la media Ue raggiungendo il 26,2%.
sabato 30 gennaio 2010
Cassazione: è reato dire ‘Vaffa…’ ai vicini
Ansa - Marcia indietro della Cassazione, che si pente di avere sdoganato il 'Vaffa…' e afferma che questa espressione, almeno con i vicini di casa, non deve essere usata, perché "i rapporti di vicinato devono essere improntati ad un maggiore rispetto reciproco tra le persone, perché altrimenti inducono a una impossibilità di convivenza, che invece è necessitata dalla quotidiana relazione nascente dal fatto abitativo, e che deve essere garantita". Per questo la suprema corte ha annullato l'assoluzione dal reato di ingiuria nei confronti di Sergio P., pronunciata dal giudice di pace di Ancona il 10 marzo 2009. Durante un alterco con i vicini di casa, per motivi di parcheggio, Sergio aveva detto "fate schifo, vaff…. a te e a chi ti ci ha portato". Per il giudice di merito, come affermato altre volte dalla Cassazione, la frase era ormai entrata nel comune lessico e non ha valenza offensiva. Ma ora la Cassazione – con la sentenza 3931 – ha cambiato idea e ha deciso che "le frasi tra 'fate schifo e vaff…', nel contesto di vicinato in cui sono state pronunciate, hanno mantenuto la valenza spregiativa dell'onore e del decoro della parte lesa che esse contengono". Adesso l'assoluzione è stata annullata con rinvio al giudice di pace di Ancona, che dovrà essere meno clemente nell'affrontare questa vicenda.
Ecco le scadenze fiscali del 1° febbraio
“Milioni di italiani entro il primo febbraio dovranno mettere mano al portafoglio per pagare numerose scadenze fiscali” si legge nella nota diffusa oggi dalla segreteria dell’ADICO.
Si comincia dal canone della Rai di importo annuale 109 euro, (quello della rata semestrale è di 55,63 euro, quella trimestrale di 28,97 euro), al bollo auto per i proprietari di autoveicoli con oltre 35 Kw con bollo scadente a dicembre 2009, e di ciclomotori residenti in Regioni che non hanno stabilito termini diversi che devono provvedere al pagamento delle tasse automobilistiche, per finire con i titolari di contratti di locazione i quali devono versare l’imposta di registro relativa a contratti nuovi o rinnovati tacitamente dal 1° gennaio 2010.
Per evitare code alle poste, “vale la pena effettuare i pagamenti tramite Internet Banking o bancomat abilitato; nel caso del bollo auto ricordarsi che dal tabaccaio l’adempimento ha un costo maggiore” ricorda il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini.
Si comincia dal canone della Rai di importo annuale 109 euro, (quello della rata semestrale è di 55,63 euro, quella trimestrale di 28,97 euro), al bollo auto per i proprietari di autoveicoli con oltre 35 Kw con bollo scadente a dicembre 2009, e di ciclomotori residenti in Regioni che non hanno stabilito termini diversi che devono provvedere al pagamento delle tasse automobilistiche, per finire con i titolari di contratti di locazione i quali devono versare l’imposta di registro relativa a contratti nuovi o rinnovati tacitamente dal 1° gennaio 2010.
Per evitare code alle poste, “vale la pena effettuare i pagamenti tramite Internet Banking o bancomat abilitato; nel caso del bollo auto ricordarsi che dal tabaccaio l’adempimento ha un costo maggiore” ricorda il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini.
giovedì 28 gennaio 2010
Contrari alla penale telecom
L’ADICO ritiene la proposta “di Telecom di applicare una penale fissa di 9 euro, più interessi di mora fino al 5,5% per i ritardi di oltre 10 giorni chi non paga le bollette scandalosa”.
Se si considera il costo medio delle bollette delle famiglie italiane, avverte il presidente dell’ ADICO, Carlo Garofolini, “gli aumenti prospettati da Telecom equivarrebbero ad un aumento medio che oscilla attorno ad un range del 20% – 40% per i cosiddetti ritardatari”.
“Una richiesta quella presentata da Telecom arrivata senza neanche aver consultato il parere delle associazioni dei Consumatori” spiega il presidente dell’ADICO, il quale “provvederà a manifestare all’Agcom la propria netta contrarietà”.
ADICO fa notare come “la proposta di Telecom scaricherebbe costi enormi sempre sui consumatori, senza poter verificare se è Telecom che consegna le bollette in ritardo o se il ritardo nella consegna è addebitabile alle poste”.
Se si considera il costo medio delle bollette delle famiglie italiane, avverte il presidente dell’ ADICO, Carlo Garofolini, “gli aumenti prospettati da Telecom equivarrebbero ad un aumento medio che oscilla attorno ad un range del 20% – 40% per i cosiddetti ritardatari”.
“Una richiesta quella presentata da Telecom arrivata senza neanche aver consultato il parere delle associazioni dei Consumatori” spiega il presidente dell’ADICO, il quale “provvederà a manifestare all’Agcom la propria netta contrarietà”.
ADICO fa notare come “la proposta di Telecom scaricherebbe costi enormi sempre sui consumatori, senza poter verificare se è Telecom che consegna le bollette in ritardo o se il ritardo nella consegna è addebitabile alle poste”.
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