mercoledì 28 ottobre 2009

Come difendersi dalle "strategie" degli ipermercati

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28 ottobre 2009 08:18
Come difendersi dalle "strategie" degli ipermercati

La crisi di oggi ha riposizionato la sua offerta con una massiccia
introduzione di primi prezzi. Mentre da un lato il discount guadagna quote
di mercato, ma assai meno di quanto ci si potrebbe aspettare; l'orientamento
degli acquisti verso primi prezzi e marche commerciali è già in atto,
tengono, e in alcuni casi prosperano.
La grossa distribuzione e gli ipermercati si lasciano andare ad una
concorrenza sempre più estenuante "effettuando vendite di prodotti
sottocosto e ricorrono a qualsiasi mezzo per fidelizzare i consumatori"
spiega il presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini.
Ognuno si sforza di sviluppare una linea commerciale che si distingua da
quella degli altri: stabilità nel mantenere i prezzi più bassi oppure un
mare di offerte "solo per pochi giorni", scaffali accuratamente riempiti di
articoli o scatoloni di prodotti semplicemente appoggiati per terra.
"Tecniche volte solo ad attirare i clienti da un'offerta speciale con l'unico
scopo che, entrato in un grande magazzino, poi non potrà limitarsi all'acquisto
di un solo prodotto" denuncia, Carlo Garofolini.
Dalla segreteria dell'ADICO alcuni indicazioni da tenere presente in un
esercizio commerciale per non cadere vittima di inutili sperperi.

a.. Non farsi attirare dai prodotti posizionati vicino alle casse durante
l'attesa;
b.. se decidiamo di recarci in un ipermercato per acquistare un prodotto
specifico del volantino; cellulare, lavatrice, tivù..; di telefonare se gli
articoli sono ancora presenti negli scaffali. Spesso questo genere di
offerte hanno solo lo scopo di attirare il consumatore dentro il centro
commerciale anche se il prodotto è andato esaurito perché disponibile in
limitatissimi pezzi;
c.. prestare attenzione ai prodotti posizionati ad altezza dei più piccoli
per sfruttare i capricci dei bambini ed attirare cosi le giovani mamme fare
inutili acquisti;
d.. rendere introvabili prodotti primari quali ad esempio sale, zucchero,
uova e costringere il consumatore a cercarlo, ha come unico scopo quello di
far trascorrere più tempo possibile il consumatore dentro l'esercizio
commerciale costringendolo a passare in rassegna tutti gli altri prodotti
che potrebbe scoprire di volere;
e.. la musica ha l'unico scopo quello di voler creare un clima piacevole
in cui trascorrere volentieri altro tempo;
f.. le tessere a punti, servono unicamente a fidelizzare il cliente e
costringerlo a comprare solo alcuni prodotti (seppur scontati) che
altrimenti resterebbe in giacenza con il rischio anche di scadere.
"Quando si fa la spesa dobbiamo essere consapevoli e non farci manipolare
ogni volta che mettiamo piede in un supermercato" conclude Carlo Garofolini.