mercoledì 11 novembre 2009

Class Action finte. Il sistema clerico-fascista dell'Italia cerca di modernizzarsi

La finta class action per i disservizi della Pubblica Amministrazione non smette di stupire. Gia' e' ridicolo aver chiamato class action un'azione di rivalsa collettiva dove il riconosciuto colpevole deve solo rimettere a posto le cose e non pagare danni (1)... ma al peggio non c'e' mai limite. E alla creativita' dei nostri ministri/legislatori si aggiunge quella delle corporazioni: nel consociativismo non esiste l'interesse dei singoli ma quello di varie associazioni che si vuol far credere siano una sorta di ramificazione dei singoli ma che, invece, sono solo corporazioni, cioe' portatrice di interessi specifici che per affermare non si guarda al tutto ma solo al particolare. Nella fattispecie e' l'Anci, associazione nazionale Comuni d'Italia che, tramite il Sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, in sede di Conferenza unificata ha presentato un emendamento che parte da questa logica: come potranno i Sindaci ottemperare agli standard qualitativi fissati nelle carte dei servizi se devono fare i conti con le strettoie del patto di stabilita'? Quindi se la qualita' dei servizi erogati e' scadente per i “vincoli in materia di contenimento e riduzione della spesa pubblica”, il cittadino-utente potra' limitarsi solo a diffidare la Pubblica Amministrazione sperando di ottenere un miglioramento del servizio. Ma, non solo verrebbe a mancare la pretesa della finta class action di ripristino dei disservizi, ma e' stata concepita anche una diffida finta: nel codice civile se ad una diffida il diffidato non ottempera, il diffidante prosegue in giudizio... qui no, ci si limita a tirare le orecchie.
Una beffa doppia:
- i cosi' tanto sbandierati nuovi e piu' efficaci metodi di rivalsa dei diritti degli utenti sono in realta' limitazioni ai metodi gia' esistenti;
- si garantisce meglio l'impunita' di chi amministra il potere e, grazie al potere della specifica corporazione, si consolida la continuita'.
Quando si dice che nel nostro Paese ci sia stato solo un grande regime innovativo che ha marchiato e continua a marchiare il metodo e la pratica amministrativa e legislativa, il fascismo, si fa solo opera di lettura storica: i fasci littori erano un modello di organizzazione societaria ed economica e continuano ad esserlo. Un metodo che si incrocia con quel clericalismo che, quando ci sono sentenze che rimettono in discussione il potere del Vaticano, anche chi ci governa fa solo opera di delegittimazione di chi tanto ha osato -vedi sentenza Strasburgo sul crocifisso (2).
Il clerico-fascismo e' un sistema che si e' fatto anche regime e a cui tutta l'economia e l'organizzazione dello Stato si modella. Un sistema “macchiettistico” che contraddistingue il nostro Paese in ambito internazionale, rendendoci inaffidabili e che, in patria, significa: immobilismo, finte riforme, preservazione del potere, affermazioni delle corporazioni, furti di liberta', cittadini come sudditi.