mercoledì 4 novembre 2009

IL regno delle municipalizzate continua a produrre danni

Il regno delle municipalizzate continua a produrre danni. Si tratta di societa' che hanno come principali azionisti i Comuni, costituite allo scopo di erogare servizi (spesso in monopolio) tramite strutture giuridiche private, come le spa, ritenute piu' efficienti. Purtroppo non e' cosi'. Paradossalmente, proprio il legame tra azienda e Comune spesso e' la fonte dei problemi per i cittadini.
Il caso Pistoia. Per esemplificare di come il castello di municipalizzate puo' abbattersi rovinosamente sui cittadini, prendiamo ad esempio il Comune di Pistoia che ha meno di 90 mila abitanti e un'ottantina di partecipazioni dirette o indirette in societa' o enti, che si occupano di acqua, raccolta rifiuti, trasporti (bus, treni, aeroporti), teatro, finanziamenti alle imprese e tanto altro ancora.
La partecipata. Fiore all'occhiello del sistema Pistoia e' Publiservizi, di cui il Comune possiede il 26%. Publiservizi a sua volta controlla Publiambiente, la societa' che gestisce il ciclo dei rifiuti a Pistoia e altri Comuni. Per questo riscuote anche la tassa sui rifiuti ed e' l'interfaccia dei cittadini per tutte le comunicazioni: variazioni di residenza, dei componenti del nucleo familiare, ecc.. In caso di omissioni o ritardi nelle comunicazioni, pero', e' il Comune che manda le multe.
Il racconto di un residente a Pistoia, uno dei circa 4 mila utenti a cui il Comune ha inviato di recente una multa di 150 euro, per presunte irregolarita' nelle comunicazioni, come un ritardo nella variazione della residenza.
Il nostro utente non e' in casa quando arriva il postino a consegnare il verbale. Come indicato nell'avviso, si reca al Comune "per comunicazioni urgenti"; personalmente, non e' ammessa la delega. Nell'apposito ufficio si mette in coda, con altri utenti in analoga situazione. Ritirato l'atto, scopre che per informazioni e chiarimenti occorre recarsi alla sede di Publiambiente. La coda negli uffici della partecipata del Comune e' anche maggiore. Arrivato il proprio turno, la buona notizia. Il verbale non e' da pagare, e' stato emesso a causa di un errore nel codice fiscale. Nessun documento attestante l'annullamento viene pero' rilasciato. Tutto a posto? Macche': giorni dopo telefona il Comune: deve pagare, ha comunicato in ritardo la variazione di residenza.
Il paradosso. Un cittadino quando cambia residenza va in Comune, contestualmente deve contattare una societa' dello stesso comune (Publiambiente) per dire: io ora risiedo in questa via a questo numero, mandami i bollettini per pagare la tassa sulla spazzatura. Un'operazione ridondante, visto che il Comune, oltre ad essere socio, ha una sorta di contratto con la municipalizzata, a cui potrebbe trasmettere direttamente i dati. Non dovrebbe essere difficile, visto che da anni ormai tutti i Comuni italiani informano il ministero delle Infrastrutture del cambio residenza, cosi' da modificare il dato anche sulla patente di guida. Operazione impossibile, invece, tra Comune di Pistoia e Publiambiente. L'incomunicabilita' prosegue anche in caso di presunta infrazione, quando (come abbiamo visto) a fronte di un "non deve piu' pagare" da parte di Publiambiente, c'e' un "deve pagare" da parte del Comune.
Il retorico ragionamento. Ci chiediamo: qual e' il valore aggiunto per il cittadino che sia una societa' pubblica a pulirgli le strade o a far arrivare a casa l'acqua? Il modo di agire della societa' pistoiese in cosa si differenzia da quello cialtrone e truffaldino delle tante societa' private? In poche parole, che differenza c'e' tra l'essere vessati dalla municipalizzata del nostro 'caro' Comune oppure da Telecom Italia, Sky Italia, Fastweb, Banca Intesa, Tele2-Vodafone, Banca Unicredit, Mediaset Premium, Sorgenia?
A chi conviene mantenere in aria il castello delle municipalizzate? A tutti … i politici, di destra e di manca, che non hanno fatto nessuna riforma perche' i servizi pubblici locali siano affidati dopo una regolare gara. Piu' o meno tutti i Comuni preferiscono affidare i lavori alle societa' 'di casa', che spesso sono oggetto di spartizione partitica. E finche' c'e' anche questa roba da spartire questi partiti avranno lunga vita, alle spalle di cittadini, utenti e contribuenti. Tutti noi.