mercoledì 10 marzo 2010

Gravissimo introdurre l’arbitrato nelle controversie lavorative

“Nettamente contrario incentivare l'utilizzo dell'arbitrato nelle controversie che regolamentano il rapporto tra imprese e lavoratori” denuncia il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini.
Nella nota appena diffusa dall’ADICO si leggono le motivazioni che spinge il presidente a manifestare la propria contrarietà al provvedimento in discussione ritenendo “che l'arbitro rischia di trovarsi tra le mani il potere che un giudice neanche si sognerebbe, quello di giudicare secondo equità, con buona pace di leggi e diritti, primo tra tutti l'articolo 18 che tutela i lavoratori da licenziamenti ingiusti”.
Al momento dell'assunzione è sufficiente che l'azienda imponga nel contratto che le eventuali controversie con il nuovo dipendente siano affrontate in sede di arbitrato e che la decisione sia presa in equità.
Tradotto, l'arbitro potrà emettere una sua sentenza senza neanche aprire lo Statuto dei lavoratori. E il gioco è fatto. Ieri il Senato ha già dato il suo via libera, tocca ora alla Camera e intanto la tensione sale.
"Un taglio ai diritti e un peggioramento netto delle leggi e delle norme sul lavoro che penalizzano soprattutto i giovani" conclude il presidente dell’ADICO, contrario anche “ad abbassare a 15 anni di età; un anno in meno rispetto all'obbligo scolastico a 16 anni; il limite per l’apprendistato”.