mercoledì 21 ottobre 2009

Un'indagine conferma le truffe dietro le bolletta telefoniche gonfiate degli 899

Un'altra conferma, le bollette telefoniche gonfiate da telefonate a numeri 899, 892, ecc., che per anni e anni i gestori telefonici hanno inviato agli utenti, pretendendone il pagamento, sono frutto di truffe, che in alcuni casi hanno danneggiato gli stessi gestori.
Un'indagine della Polizia postale di Perugia ha scoperto una truffa ai danni della Telecom Italia con frode da ''sottoscrizione'' e da ''intrusione''. In tre anni la polizia ha effettuato analisi di tabulati, servizi di appostamento e pedinamento, arresti e fermi di persone in stato di liberta', con truffa ai danni di 200 utenti per oltre 2 milioni e 200 mila euro. Dall'inizio dell'indagine, 33 persone sono state arrestate (dicembre 2006) ed ora, altre 133, denunciate all'autorita' giudiziaria. Sei sono i gruppi criminali individuati ciascuno composto da decine di soggetti; decine anche le societa' e centri telefonici per lotto, oroscopi e cartomanzia individuati e disattivati.
Ecco i meccanismi della truffa. Da una o piu' linee telefoniche venivano prodotte chiamate di pochissimi secondi verso codici speciali (892, 899, 0088) dal costo, a tariffa flat, di 15 euro iva compresa. Le bollette telefoniche non venivano onorate dai componenti dell'organizzazione che sparivano poco prima del recapito delle spesse. Dai primi calcoli, sembra che il danno stimato sia di oltre 1 milione 500 mila euro gran parte del quale a carico di Telecom Italia Spa. Sono stati individuati 83 eventi di frode con attivazione di linee in Umbria, Emilia Romagna, Toscana e Campania.
Un'altra frode messa in atto e' appunto quella di ''intrusione'', ossia violazione delle linee telefoniche di ignari utenti, dalla quali venivano poi originate le chiamate in frode verso i codici dei centri beneficiari delle ''sottoscrizioni''.
Decine sono state le installazioni di Telecom manomesse e violate; gli utenti truffati sono centinaia residenti in Umbria, Sardegna, Marche e Toscana.
I principali esponenti dell'organizzazione (64 associati) operavano proprio dalla provincia di Perugia e da qui coordinavano una rete di ''sottoscrittori'' (coloro cher attivavano le linee senza pagare le bollette) e ''intrusi'' cioe' soggetti che violavano le linee di ignari utenti e i titolari di centri servizi i quali effettuavano una alta mole di chiamate in frode. Nel corso dell'indagine e' stata scoperta una societa' inglese e due Svizzere intestatarie dei codici 892 e 899 sui quali far confluire il traffico. Uno dei componenti l'organizzazione era gia' detenuto in Spagna, arrestato sotto falso nome per traffico di droga.