giovedì 20 maggio 2010

Cosa succede a chi non riesce pagare il mutuo?

“Cosa succede, a chi non riesce pagare il mutuo” – è la domanda cui l’ADICO vuole rispondere - tenendo conto le numerose segnalazione che ogni giorno riceve su questo argomento.
Si tratta di un’urgenza
che si fa sentire ogni giorno di più e che potrebbe capitare a tutti non solo a causa della crisi economica, ma anche perché nel corso degli anni ci si potrebbe ammalare, perdere il lavoro o morire – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini - e per questi motivi e’ necessario valutare attentamente tutte le eventualità per evitare che circostanze sfavorevoli o impreviste producano pericolosi effetti a catena.
In primis, se ci si accorge che le rate della casa sono troppo alte, conviene andare in banca e chiedere la rinegoziazione, con cui e’ possibile modificare alcune clausole contrattuali, come la durata residuale del rimborso o il tipo di tasso applicato.
Ma se questa operazione ancora non soddisfasse tutte le necessità, si può optare per la surrogazione: si sceglie una nuova banca a cui viene trasferito il contratto di mutuo per l’ammontare del debito residuo e si ridefiniscono le condizioni: la durata, il tipo di tasso di interesse (se fisso o variabile) e lo spread (a quanto ammonta l’interesse). L’operazione e’ totalmente gratuita.
Infine, va ricordato che dallo scorso febbraio e’ partito il Piano famiglie, un’iniziativa promossa dall’Abi e dalle associazioni dei consumatori per aiutare chi e’ in difficoltà. Aderendo – ricordano sempre gli esperti dell’ADICO - si ottiene per 12 mesi la sospensione dei mutui di importo fino a 150mila euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale. Possono fruire dell’agevolazione i clienti (anche in ritardo nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi) con un reddito imponibile fino a 40mila euro che abbiano subito o subiscano nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, cassa integrazione).