sabato 3 aprile 2010

Sempre più gettonata la "locazione breve" per le vacanze

Il Ponte di Pasqua sta per iniziare e tra i molti che si allontaneranno in questi giorni molti prenderanno una casa in affitto. “L’utilizzo della locazione breve, quale formula alternativa alla vacanza in alberghi o altre strutture ricettive, risulta infatti sempre più gettonata” fanno sapere dall’ADICO.
Una tendenza – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – destinata a crescere alimentata dalla maggiore economicità di questa forma di soggiorno, fattore particolarmente apprezzato in un periodo di crisi.
Quando si parla di case, affitti e contratti per prevenire discussioni e scongiurare possibili controversie legali l’ADICO suggerisce di utilizzare la formula del contratto week-end.
Si tratta, di uno specifico modello studiato per regolare le locazioni turistiche brevi assoggettate alla disciplina del Codice civile che consente di dare in locazione un immobile per due o tre giorni poiché nell’oggetto è presente la specifica menzione della finalità turistica del conduttore.
Nel contratto sono altresì fissate tutte le pattuizioni quali, per esempio, l’entità del canone e delle spese relative ad acqua, luce e gas.
Inoltre, sottoscrivendo il documento, il conduttore diventa anche consapevole che l’appartamento è sprovvisto di biancheria e che deve provvedere al riassetto quotidiano dell’abitazione.

venerdì 2 aprile 2010

IL reddito medio degli italiani risulta essere solo 18.873

“Il reddito medio dei lavoratori italiani risulta essere 18.873 euro annui” fanno sapere dall’ADICO.
Un dato emerso dalle anticipazioni statistiche sulle dichiarazioni Irpef, relative al periodo d’imposta 2008, diffuse dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.
Di questi, si legge nel bollettino la metà dei 41.802.902 contribuenti dichiara al fisco appena 15.000 euro, mentre i due terzi non superano i 20.000 euro; sono appena l’1% (ossia 418mila persone), quelli che vantano redditi oltre i 100.000 euro l’anno.
“Il totale delle persone a rischio povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti è allarmante” avverte il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini; “tra le variabili che incidono negativamente sulle condizioni e sulle aspettative di vita della popolazione vi sono il mancato o insufficiente adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni, l’impennata del credito al consumo, la modesta ripresa dei consumi, l’aumento generalizzato dei prezzi”.
Scorporando i dati su base regionale, emerge che è la Lombardia a confermare il primato per il reddito complessivo medio più alto (pari a 22.540 euro). Mentre dall’altra parte della classifica si colloca la Calabria con 13.470 euro. In relazione all’imposta netta, invece, il valore medio maggiore è quello del Lazio (5.740 euro), il minore della Basilicata (3.370 euro).
Riguardo alla tipologia di reddito – spiegano ancora dalle Finanze – il reddito medio da lavoro dipendente è pari a 19.640 euro (+1,9% rispetto all’anno precedente), quello da pensione a 13.940 euro (+3,7%), quello da partecipazione a 17.350 euro (-2,4%). Mentre i redditi d’impresa e da lavoro autonomo si attestano rispettivamente a 18.140 euro e a 38.890 euro.
Capitolo a parte per il popolo delle partite Iva. L’ introduzione del regime dei contribuenti minimi ha comportato un calo del 7,7% del numero delle dichiarazioni Iva in raffronto al 2007, scendendo a quota 5,259 milioni. Di queste, in particolare, il 60,7% proviene da persone fisiche, il resto da società ed enti. Tuttavia il volume d’affari totale mostra un leggero aumento +0,6% (3.390 miliardi euro), mentre l’Iva di competenza cala dell’1,5% (78,675 miliardi euro).
Il nuovo regime ha fatto inoltre registrare il maggior numero di adesioni nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (circa 180mila soggetti), seguito da quello del commercio (circa 63mila) e da quello delle costruzioni (circa 56mila).

In Italia la disoccupazione giovanile è superiore alla media europea

“A febbraio il tasso di disoccupazione continua a volare” comunica l’ADICO.
Un dato confermato anche dall’Istat che analizzato evidenzia come nel mese preso in considerazione il tasso di disoccupazione giovanile, di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, si attesta al 28,2% crescendo del 0,8% rispetto a gennaio e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009.
Un dato quello sulla disoccupazione giovanile – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – superiore alla media europea di 7,6 punti che risulta essere del 20,6.
Sempre l’Istat fa sapere che il tasso italiano complessivo di disoccupazione è all’ 8,5%, con una variazione in crescita di 1,2 punti percentuali rispetto a febbraio 2009.
Il mese scorso sono stati persi 395 mila posti di lavoro. A perdere il lavoro sono stati soprattutto gli uomini: 294 mila a fronte di 101mila donne.
Le prime stime dell'Istat sull'occupazione mostrano che a febbraio il numero di occupati è pari a 22 milioni 806 mila unità, in calo dello 0,1% rispetto a gennaio e inferiore dell'1,7% (-395 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di occupazione è pari al 56,8% (inferiore, rispetto a gennaio, di 0,1 punti percentuali e, rispetto a febbraio dell'anno precedente, di 1,3 punti percentuali). Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 127 mila unità, in crescita dello 0,2% (+4 mila unità) rispetto al mese precedente e del 16,2% (+297 mila unità) rispetto a febbraio 2009.
Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni è pari a 14 milioni 933 mila unità, con un aumento dello 0,1% (+13 mila unità) rispetto a gennaio 2010 e dell'1,7% (+251 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di inattività è pari al 37,8% (invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,5 punti rispetto a febbraio 2009).
Parallelamente alla diffusione dei dati il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, comunicava di aver rinviato alle Camere il disegno di legge sul lavoro, che introduce in via preventiva la possibilità di ricorrere all'arbitrato per le controversie di lavoro.

Con l'esodo di Pasqua arriva la stangata alle pompe

"E' maxi-stangata di Pasqua sul fronte dei carburanti": lo afferma l’ADICO, che ha elaborato i dati relativi ai prezzi di benzina e gasolio, confrontandoli con i listini in vigore lo scorso anno nel periodo di Pasqua. "Oggi la benzina sfiora quota 1,370 euro al litro, mentre il gasolio arriva a costare oltre 1,200 euro/litro. Lo scorso anno, in occasione delle vacanze di Pasqua, la benzina costava mediamente 1,214 euro/litro e il diesel 1,074 euro/litro. Visto che la matematica non è un'opinione – afferma il presidente dell’ADICO , Carlo Garofolini – i conti sono presto fatti: chi deciderà di partire per le vacanze di Pasqua, dovrà mettere in conto rispetto allo scorso anno un aggravio di spesa pari a 10,00 euro per un pieno di benzina, e 8,00 euro per un pieno di gasolio. Si tratta di aumenti stratosferici che peseranno come macigni sulle tasche degli automobilisti – fanno sapere dall’ADICO.
Ancora una volta - conclude Carlo Garofolini – l'esodo degli italiani diventa l'occasione per rincari selvaggi alla pompa, a tutto beneficio delle compagnie petrolifere, dimostrando come nel nostro paese manchino del tutto strumenti in grado di limitare la crescita fuori misura dei listini, e controllare che l'andamento dei prezzi alla pompa sia in linea con le quotazioni internazionali del petrolio.